Il 18 e 19 aprile a Bologna vignaioli indipendenti in festa..
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Gusto Nudo organizza per il terzo anno consecutivo a Bologna la “FIERA DEI VIGNAIOLI INDIPENDENTI”: sabato 18 e domenica 19 dalle 15.00 alle 21.00 nell’ex convento San Leonardo di Vicolo Bolognetti 2 (BO), ingresso a giornata 10 € (con possibilità di degustazione di tutti i vini presenti e partecipazione a tutti gli eventi connessi, workshop di cucina esclusi) Questa edizione a cui parteciperanno più di 50 aziende vinicole indipendenti, sarà caratterizzata dalla volontà di creare un’atmosfera conviviale e rilassata in cui confrontarsi con degustazioni guidate di vitigni autoctoni, laboratori di cucina, letture e concerti in acustico, presentazioni di libri e l’allestimento di un area dedicata a massaggi di-vini, il tutto nel suggestivo spazio di Vicolo Bolognetti ex convento di San Leonardo, un antico chiostro del 600 sito nel centro storico della città.
L’evento ha lo scopo di portare alla conoscenza di cittadini sempre più sottoposti all’equazione cibo = grande distribuzione, la cultura del rispetto del territorio e della terra, del valore di un lavoro dedito al mantenimento della biodiversità; del lavoro in cantina che si discosti dalla manipolazione tecnologica tesa ad annullare le differenze, le personalità dei territori e delle varie cultivar.
50 aziende invitate i cui vini non sono mai tagliati con uve provenienti da zone differenti da quelle dichiarate in etichetta, sia per non tradire l’originalità del frutto della propria fatica, sia per non sottostare alla dittatura di un mercato che vuole vini omologati ad un gusto sovradeterminato e per nulla fedele alla terra da cui ha origine. Punto particolarmente importante che unisce gli appartenenti a questo gruppo di produttori, riguarda il rifiuto totale di associarsi alle dinamiche di sfruttamento del lavoro precario o migrante che invece caratterizza gran parte della produzione agricola in Italia.
PROGRAMMA DELLA RASSEGNA
Sabato 18 aprile
15,00 Apertura esposizione vignaioli – degustazioni
17,30 Workshop di degustazione a cura di CULINARIA&FUNKYZDAURE
(evento a numero chiuso, per info ed iscrizioni: 3494627686 – 3401610419, info@gustonudo.org)
18,00 presentazione “Champagne il sacrificio di un terrorir” di Samuel Cogliati, Porthos Edizioni
18,00 “Di….Vini” massaggi a cura di Urban Devi
19,30 Enodegustazioni “il Centesimino” a cura di Andrea Rubbi e Teseo Geri
21,00 Chiusura esposizione vignaioli – degustazioni
21,00 Concerto di Stefano Vergani e Orchestrina Pontiroli
Domenica 19 aprile
15,00 Apertura esposizione vignaioli – degustazioni
17,00 “Di….Vini massaggi” a cura di Urban Devi
17,30 Workshop di degustazione a cura di CULINARIA&FUNKYZDAURE
(evento a numero chiuso, per info ed iscrizioni: 3494627686 – 3401610419, info@gustonudo.org)
18,00 “Vendemmie d’aprile Racconti dialettali” a cura di “L’arengo del Viaggiatore”
19,00 Enodegustazioni a cura di Andrea Rubbi e Teseo Geri
21,00 Chiusura esposizione vignaioli – degustazioni
21,30 Spettacolo fuoco-giocoleria
IN EVIDENZA
Sabato 18 aprile ore 18,00, presentazione del libro
“Champagne il sacrificio di un terrorir”
di Samuel Cogliati, Porthos Edizioni
È un saggio di Samuel Cogliati dedicato alla Champagne e illustrato da Giampi Giacobbo. Sullo Champagne e la sua regione si è detto e scritto quasi tutto. Si sono però taciuti eventi e considerazioni pertinenti, che aiutano a comprendere la complessità e le contraddizioni di un territorio votato per secoli al vino, come linfa vitale della sua società. Difficile raccontare la zona enologica più celebre al mondo provando a superare l’oleografia di maniera e le immagini scintillanti che ricorrono di continuo, ma l’autore è riuscito a descrivere con precisione il disfacimento a cui la Champagne è destinata se non cambierà direzione, lasciando allo stesso tempo emergere la sua passione per il vino e per il territorio. Non mancano le informazioni fondamentali sulla zona e sulla tecnica di spumantizzazione, aggiornate ai nuovi disciplinari e lette attraverso la lente di chi sa che naturalità e sensibilità ambientalista sono ormai esigenze irrevocabili.Questo reportage nasce dal desiderio di andare a fondo delle cose, di vedere con i propri occhi, ascoltare i diretti interessati, provare a capire e spiegare la realtà dei fatti. È il frutto discontinuo e sedimentato di anni di studio, ricerca, viaggi, osservazioni, riflessioni, assaggi. Lontano dalla retorica che lo Champagne risveglia, quest ’indagine ha voluto essere senza concessioni né preconcetti. Il suo rigore, a tratti doloroso, è un atto di fiducia e di intima passione. Righe lucide, in cui vengono raccontati gli innegabili problemi che affliggono la patria delle bollicine, a partire dalla coltivazione della vite e all’uso/abuso di sostanza chimiche, dalla questione del dosage alle politiche commerciali. Righe che però ribadiscono quanto quello dello Champagne sia un Terroir unico al mondo e che esprimono un malinconico ottimismo sul suo futuro. Scrive Sandro Sangiorgi nella prefazione: "Eccolo il sacrificio di un Terroir: usare il luogo per generare un affare, senza curarsi degli equilibri ambientali, territoriali e culturali; fingendo di non vedere la progressiva perdita di varietà ed identità."
Samuel Cogliati è nato in Francia nel 1976. Giornalista, si occupa di enogastronomia, attualità, società, turismo per diverse testate italiane e francesi. Al progetto editoriale e didattico di Porthos deve la sua formazione nel campo del vino: dal 2002 collabora con la rivista e ha contribuito alla realizzazione dei libri Il Matrimonio tra cibo e vino e Il vino tra cielo e terra.
sito web: http://nuke.samuelcogliati.eu/
Domenica 19 aprile ore 18.00
Seminario di "viticoltura biodinamica"
a cura di Leonello Anello
Il vino biodinamico® contraddistinto dal collarino, non è un marchio commerciale, ma il riconoscimento dell’efficacia di un metodo di lavoro codificato e affinato negli anni (il Metodo Biodinamico Moderno) e dei risultati di assoluta eccellenza che la sua applicazione in vigna e in cantina permette di ottenere. Il vino biodinamico® è stato prodotto seguendo i criteri scientifici propri del metodo biodinamico moderno, applicazione ed evoluzione degli impulsi dati da Rudolf Steiner agli agricoltori nel 1924:
La terra di cui si nutre la vite è stata arricchita in biodiversità seminando nei filari “mille” piante diverse e con preparati biodinamici per consentirle di ricevere gli elementi vitali e farli fluire dentro la pianta. La pianta stessa è stata aiutata a difendersi dai parassiti, con piccole dosi di zolfo e di rame nelle forme che, non penetrando nella linfa, non si ritrovano nel vino, è stata coltivata senza irrigare, senza sprecare neanche una goccia d’acqua, è priva di ogm. L’uva in cantina è fermentata solo con i propri lieviti.
L’Agricoltura Biodinamica Moderna esprime l’evoluzione e l’applicazione più coerente dei postulati di Rudolf Steiner presentati agli agricoltori nelle conferenze tenute a Koberwitz dal 7 al 16 giugno 1924. Rudolf Steiner non era né un agronomo né un agricoltore; il suo intento fu quello di predisporre le basi affinché si sviluppasse l’agricoltura del futuro, non in forma di dogmi, ma attraverso la ricerca: sperimentando, verificando e traducendo i risultati in numeri e tabelle sufficientemente chiari per poter essere poi divulgati e utilizzati da tutti. Dopo la morte di Steiner, in Europa, la Biodinamica ha subito un processo di intellettualizzazione, che ne ha privilegiato prevalentemente le derive esoteriche; anche in Italia, l’agricoltura biodinamica non è riuscita ad affermarsi, sovraccarica com’era di compiti religioso-filosofici che travalicavano e prescindevano dalla pratica agricola.
L’Agricoltura Biodinamica Moderna si propone di identificare e diffondere un metodo operativo applicabile e inconfutabile, dove l’uomo, riappropriatosi della sua interezza – senza necessità di separazione tra la dimensione spirituale e quella fisica – abbia la capacità di essere libero nella conoscenza della natura e nella sua trasposizione in atti agricoli. L’Agricoltura Biodinamica Moderna è libera dai limiti della scienza materialista, e pure con essa deve dialogare, ed è al contempo laica perché non ha necessità di trovare una giustificazione ultima in un principio fuori da se stessa. Per questa scienza “parallela”, che ha un suo lessico specifico, proponiamo un nuovo linguaggio capace di veicolare in modo chiaro ed efficace i suoi principi che, sottratti all’interpretazione di pochi guru, potranno permettere alla Biodinamica Moderna di diventare l’agricoltura del XXI secolo. Questo metodo ci consegna una pratica produttiva agricola eticamente rispettosa dell’ambiente e del lavoro, capace di produrre cibi che nutrono tutto l’essere umano, non solo la sua componente fisica, ed attuabile da aziende in grado di confrontarsi con l’economia di mercato.
Dell’Agricoltura Biodinamica Moderna privilegiamo come punto di partenza la viticoltura e il suo prodotto vino, per anni trascurati dai cultori dell’antroposofia e oggi riabilitati, da quando il vino biodinamico si è trasformato in un prodotto di moda. La Viticoltura Biodinamica, nella sua dimensione moderna e laica, se realmente praticata, non è soltanto un’etichetta che aiuta a vendere, ma rappresenta il manifesto, un cruciale riferimento a cui tendere per l’agricoltura del futuro. http://www.viticolturabiodinamica.com/
Leonello Anello è agronomo e vive in Toscana; da oltre 20 anni esercita esclusivamente quale consulente in agricoltura biodinamica. Ha messo a punto e sviluppato la VITI-VINICOLTURA biodinamica moderna e l’applica in alcune tra le maggiori aziende viticole italiane. Ricercatore e sperimentatore della Sezione di Scienze Agricole Biodinamiche ha realizzato e diretto il primo centro pubblico europeo di ricerca olistica in agricoltura biodinamica.
Fonte:
Guendalina Balzani
Ufficio Stampa Gusto Nudo
tel/fax 39.051.750094
cell. 39.328.5430187
email: press@gustonudo.net
Data: 08/04/2009 | Autore: Marco