La griglia sotto l’ombrellone

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L’appuntamento ormai imminente con spiaggia e tintarella rappresenta per molti il fatico momento della verità, la possibilità insomma di vedere premiati gli sforzi di diete e rigorose marce alimentari che, con cadenza regolare, sempre più spesso ci si impongono con l’approssimarsi dell’estate.

Se per alcuni il periodo estivo comporta dunque cambiamenti anche drastici nel rapporto con la tavola, per tanti lo stesso rappresenta invece il momento ideale per dare vita ad allegre grigliate con parenti ed amici, magari da gustarsi con un buon bicchiere di vino in giardino o, perché no, anche in riva al mare. I tipi di carni con cui, di solito, vengono armate griglie e barbecue, non si sposano forse alla perfezione con le temperature che imperversano nei mesi più caldi dell’anno. Ad andare per la maggiore è in genere la carne di maiale, che con salsicce, pancetta, braciole e rostinciana, rappresenta un sicuro godimento per il palato, a cui si affianca però il fastidioso rischio di pesantezza e gonfiore di stomaco. Ed ecco allora come, utilizzando qualche piccola ed inusuale variazione sul tema, diventa comunque possibile godere appieno di questi spensierati momenti di convivialità.

Le verdure ad esempio, da preparare alla cottura sfregandole appena con un intingolo a base di erbe aromatiche, come rosmarino e salvia, e (poco) olio, possono rappresentare una invitante alternativa. Spazio come ovvio ai gusti personali, ma accanto a classici della griglia come peperoni, zucchine e melanzane, ecco dire la loro le cipolle, le carote ed i finocchi. Il pesce costituisce un altro alimento che ben si presta ad uno scoppiettante incontro ravvicinato con le braci del nostro barbecue, ed ancor più gradito potrà essere il risultato finale insaporendo il tutto con un composto, tanto semplice quanto gustoso, a base di pan grattato, aglio e prezzemolo.

Per chi ancora guarda con perplessità a soluzioni del genere, perché in fondo una grigliata senza ciccia non è neppure degna di tale nome, ecco l’ulteriore alternativa offerta delle carni bianche, come ad esempio il petto di pollo, più leggere e, a torto, quasi automaticamente scartate in queste occasioni. Il problema legato ad una loro effettiva “stopposità”, dovuta alla minore quantità di liquidi, è facilmente superabile con una precedente marinatura con olio, sale, pepe, aromi (ad esempio prezzemolo e menta, avendo in ogni caso cura di eliminarle prima di procedere alla cottura) e, qualora si decida di pranzare senza vino, anche un goccio di limone.

Già, il vino. La calura invoglia forse più ad una fresca birra, e in questo senso il novero dei prodotti artigianali, anche italiani, fornisce un piacevolissimo imbarazzo nella scelta. Ma anche il Nettare di Bacco può degnamente accompagnare la serata. Nel caso si otpi per un rosso si tratterà ovviamente di prediligere vini giovani, non particolarmente strutturati, magari serviti a temperatura leggermente inferire rispetto a quella in genere consigliata, diciamo sui 12-13 C°. Da non sottovalutare anche il mondo dei rosati, vini piuttosto versatili in fase di abbinamento e di freschezza decisamente adeguata alla situazione. Forse meno adatto il matrimonio con il vino bianco, che al cospetto di carni rosse e grasse e "strinature" da griglia rischia di perdersi: anche se, come si dice, de gustibus..

Marco Ghelfi

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Data: 27/06/2009 | Autore:

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