Protagonisti d’estate: albicocca, un mare di salute
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L'avvicinarsi del periodo estivo porta con sè il naturale incremento dei consumi di frutta e verdura, che oltre ad alleggerire notevolmente i pasti e la ripresa delle nostre attività, ci permettono di assimilare molte sostanze importanti per il nostro organismo. Cominciamo questo viaggio con un alimento che sta per diventare protagonista delle nostre tavole, l'albicocca, frutto che contiene le dosi più elevate in assoluto di potassio e carotene.
Entrambi i nutrienti sono molto importanti d’estate: assumere buone quantità del primo è molto essenziale per ripristinare quello che si perde con la sudorazione, mentre il carotene è essenziale per favorire un’abbronzatura veloce e duratura. Inoltre l’albicocca è anche ricchissima di vitamina A, oltre alle vitamine B, C e PP e di vari oligoelementi (magnesio, fosforo, ferro, calcio) e questo ne fa un alimento irrinunciabile per chi è anemico, spossato, depresso, cronicamente stanco. Si raccomanda ai convalescenti, ai bambini nell'età della crescita e agli anziani, ma è sconsigliato a chi soffre di calcoli renali.
L’albicocca ha, inoltre, notevoli proprietà lassative, favorite dalla presenza del sorbitolo. E’ un frutto ipocalorico, molto nutritivo e altamente digeribile, soprattutto se consumato ben maturo. Si presta anche alla cura dell’anemia e aiuta ad aumentare le reazioni naturali di difesa dell’organismo. Le albicocche possono essere consumate al naturale oppure essiccate o sciroppate e naturalmente in confettura.
Esistono diverse varietà di albicocche, simili di gusto ma che variano nella grandezza e nel colore. Sono inoltre stati prodotti degli ibridi molto apprezzati come la Percocca, ottenuto ibridando pera e albicocca.
Alcune varietà:
Antonio Errani, Bella d'Imola, Boccuccia Liscia, Boccuccia Spinosa, Cafona, Canino tardio, Castelbrite, Fracasso, Goldrich (Sungiant), Harcot, Harogem, Ivonne Liverani, Monaco Bello, Ninfa, Palumella, Pelese di Giovanniello, Pisana, Portici, Ruby, San Castrese, Tardif de Bordaneil, Tyrinthos, Vitillo.
Un po' di storia..
Pare sia stato il grande condottiero Alessandro Magno ad introdurre la pianta in Grecia ed il Generale Romano Lucio Licinio Lucullo la importò, insieme al ciliegio, dall’Armenia all’Europa.
L'albicocco è una pianta le cui origini sono poco chiare, alcuni sostengono che venga dall’Armenia ed il suo nome scientifico Prunus armeniaca sembrerebbe confermare questa ipotesi. Inoltre uno scavo archeologico condotto a Garni in Armenia ha portato alla luce noccioli di albicocca in un sito dell’era Eneolitica (del rame). Ma si pensa anche che sia originaria della Cina ed alcuni sostengono che venisse coltivata in India già 3000 anni fa. Pare che fu Alessandro Magno ad introdurre la pianta in Grecia ed il Generale Romano Lucio Licinio Lucullo (117–56 a.c.) la importò, insieme al ciliegio, dall’Armenia all’Europa.
Le albicocche sono state coltivate in Persia fin dall'antichità, e secche sono state un importante bene per le rotte commerciali persiane. Le albicocche sono tutt’ora molto rinomate nel moderno Iran, dove sono conosciuti sotto il nome comune di Zard-ALU (in persiano: زردآلو). Particolarmente importante per estensione e quantitativi prodotti, è la loro coltivazione negli Stati Uniti dove furono importati dagli spagnoli e impiantanti nelle missioni spagnole della California.
Fonte: www.aiol.it
Data: 12/05/2010 | Autore: Marco