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	<title>Umami News &#187; vin santo</title>
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	<description>Eventi e notizie dal mondo dell'enogastronomia</description>
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		<title>Per &#8220;Vignaioli &amp; Vignerons&#8221; due grandi degustazioni firmate Studio Umami!</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 12:37:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[In vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[annata 1997]]></category>
		<category><![CDATA[degustazione vino]]></category>
		<category><![CDATA[studio umami]]></category>
		<category><![CDATA[vignaioli&vignerons]]></category>
		<category><![CDATA[vin santo]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; l&#8217;evento che sta catalizzando l&#8217;attenzione degli appasionati di vino di tutto il mondo&#8230; dal 4 al 13 dicembre VIGNAIOLI&#38;VIGNERONS, organizzata da Slow Food e Regione Toscana, ha apparecchiato un calendario di eventi davvero incredibile, tutti dedicati al vino: serate, incontri, eventi in muesei, degustazioni e tanti altri interessanti momenti ancora animeranno le principali città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1091" title="logovignaioli" src="http://www.umaminews.com/wp-content/uploads/logovignaioli.jpeg" alt="logovignaioli" hspace="6" width="250" height="83" align="left" />E&#8217; l&#8217;evento che sta catalizzando l&#8217;attenzione degli appasionati di vino di tutto il mondo&#8230; dal 4 al 13 dicembre <a href="http://www.vignaiolievignerons.it" target="_blank"><strong>VIGNAIOLI&amp;VIGNERONS</strong></a>, organizzata da <a href="http://www.slowfood.it/" target="_blank">Slow Food</a> e <a href="http://www.regione.toscana.it/" target="_blank">Regione Toscana</a>, ha apparecchiato un calendario di eventi davvero incredibile, tutti dedicati al vino: serate, incontri, eventi in muesei, degustazioni e tanti altri interessanti momenti ancora animeranno le principali città della regione&#8230; e, ovviamente, anche noi di Studio Umami non potevamo mancare!!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ecco allora le due degustazioni che ci siamo inventati a Firenze, due appuntamenti gratuiti che siamo certi delizieranno curiosità e palato dei tantissimi che, così rapidamente, si sono iscritti (i<span style="text-decoration: underline;">ngresso con PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA allo 055-6587304</span>) &#8230;</p>
<h2 style="text-align: center;"></h2>
<h4 style="text-align: center;"><strong><br />
UNA SPLENDIDA ANNATA</strong></h4>
<p style="text-align: center;">Mercoledì 9 dicembre<br />
Palazzo Sacrati Strozzi</p>
<p style="text-align: justify;">Undici grandi aziende toscane descriveranno attraverso i loro vini un&#8217;annata, il 1997, definita da esperti e riviste specializzate come una delle migliori del secolo scorso. A cornice uno dei palazzi gentilizi più importanti di Firenze, Palazzo Sacrati Strozzi, sede di rappresentanza della giunta regionale. Guiderà l&#8217;incontro il giornalista Leonardo Romanelli.</p>
<p>Le aziende presenti:</p>
<p><strong>Badia a Coltibuono</strong><br />
Sangioveto Igt Rosso Toscana (Gaiole in Chianti &#8211; Siena)</p>
<p><strong>Boscarelli</strong><br />
Vigna del Nocio Vino Nobile di Montepulciano Docg (Montepulciano &#8211; Siena)</p>
<p><strong>Casanova di Neri</strong><br />
Cerretalto Brunello di Montalcino Docg (Montalcino &#8211; Siena)</p>
<p><strong>Castello di Fonterutoli</strong><br />
Siepi Igt Rosso Toscana (Castellina in Chianti &#8211; Siena)</p>
<p><strong>Felsina</strong><br />
Rancia  Chianti Classico Riserva Docg (Castelnuovo Berardenga-Siena)</p>
<p><strong>Fontodi</strong><br />
Vigna del Sorbo Chianti Classico Riserva Docg (Panzano in Chianti &#8211; Firenze)</p>
<p><strong>Le Pupille</strong><br />
Poggio Valente Morellino di Scansano Docg (Istia d&#8217;Ombrone &#8211; Grosseto)</p>
<p><strong>Tenuta dell&#8217;Ornellaia</strong><br />
Ornellaia Bolgheri Superiore Doc (Castagneto Carducci – Livorno)</p>
<p><strong>Ruffino</strong><br />
Riserva Ducale Oro Chianti Classico Riserva Docg (Castellina in Chianti &#8211; Siena)</p>
<p><strong>Selvapiana</strong><br />
Chianti Rufina Riserva (Rufina – Firenze)</p>
<p><strong>Tenuta di Capezzana</strong><br />
Ghiaie della Furba Igt Rosso Toscana (Carmignano &#8211; Prato)</p>
<p style="text-align: center;"><strong>SANTO E&#8217; IL SUO NOME<br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;">Giovedì 10 dicembre<br />
Sala delle Leopoldine</p>
<p style="text-align: justify;">Un incontro per celebrare il Vin Santo, il vino che meglio di ogni altro racconta terra e tradizione della Toscana. Vino dall&#8217;anima nobile e contadina, simbolo dell&#8217;accoglienza da sempre offerto all&#8217;ospite in arrivo, a qualunque ora del giorno. Produrlo è frutto di fatica e passione, il ripetersi di una gestualità antica che porta nel bicchiere un nettare raro e prezioso: la raccolta delle uve, il loro appassimento, il lungo soggiorno nei caratelli. Santo è il suo nome: perchè era usato durante la celebrazione della Messa, perchè veniva lavorato durante il periodo di Ognissanti.. Un prodotto la cui valenza va ben oltre l&#8217;aspetto economico, che parla dell&#8217;amore e del tempo dedicato dal vignaiolo nella sua realizzazione. A raccontarlo, in un viaggio virtuale in giro per la Toscana del vino, saranno cinque produttori in rappresentanza di altrettanti territori: Rocca di Montegrossi, Frascole, Castelvecchio, Giannoni Fabbri e Bindella. A splendida cornice la suggestiva Sala delle Leopoldine, interna all&#8217;antico Convento di Piazza Tasso, in un&#8217;atmosfera di festa resa ancor più affascinante dal sottofondo musicale &#8220;a tema&#8221; che accompagnerà la degustazione.. Guideranno la degustazione il giornalista Leonardo Romanelli e il sommelier Andrea Gori.</p>
<p>Le aziende presenti:</p>
<p><strong>Bindella</strong> (Montepulciano &#8211; SI)<br />
“DOLCE SINFONIA” VIN SANTO COLLI DELL&#8217;ETRURIA CENTRALE<br />
OCCHIO DI PERNICE 2003</p>
<p><strong>Castelvecchio</strong> (San Casciano &#8211; FI)<br />
&#8220;CHIACCHIERATA NOTTURNA&#8221; VIN SANTO DEL CHIANTI 2003</p>
<p><strong>Frascole</strong> (Dicomano &#8211; FI)<br />
VIN SANTO DEL CHIANTI RUFINA 1999</p>
<p><strong>Giannoni Fabbri</strong> (Cortona &#8211; AR)<br />
VIN SANTO CORTONA 2002</p>
<p><strong>Rocca di Montegrossi</strong> (Gaiole in Chianti &#8211; SI)<br />
VIN SANTO DEL CHIANTI CLASSICO 2001</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Vin Santo, anima nobile e contadina</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 10:58:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
		<category><![CDATA[vin santo]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Vin Santo &#232; un nettare antico e affascinante, a cui la tradizione toscana lega da sempre il suo nome. Vino dalla doppia anima, nobile e contadina al tempo stesso, presente sulle tavole di signori e cardinali come nelle cantine di campagna. La prima citazione risale al 1773 nelle pagine della Oenologia toscana di Cosimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img height="95" align="left" width="120" src="http://www.umaminews.com/wp-content/uploads/Vino_Santo.jpg" alt="" />Il Vin Santo &egrave; un nettare antico e affascinante, a cui la tradizione toscana lega da sempre il suo nome. Vino dalla doppia anima, nobile e contadina al tempo stesso, presente sulle tavole di signori e cardinali come nelle cantine di campagna. La prima citazione risale al 1773 nelle pagine della Oenologia toscana di Cosimo Villifranchi, raccolta di studi ed osservazioni sui modi di fare vino dell&rsquo;epoca. La sua nascita &egrave; in realt&agrave; ben pi&ugrave; antica, con ogni probabilit&agrave; ispirata dalla passione aristocratica medievale per i vini dolci, dai moscati al vin greco di Candia. La seguente diffusione popolare gli precluse forse maggiore considerazione, ma non certo la possibilit&agrave; di affermarsi universalmente quale simbolo di allegria e convivialit&agrave;, da stappare durante occasioni speciali e nei momenti di festa.</p>
<p style="text-align: justify;">A differenza di quanto normalmente si &egrave; portati a credere il Vin Santo non pu&ograve; essere considerato una &ldquo;creazione&rdquo; esclusiva toscana, non mancando nel panorama enologico trentino, marchigiano,<img height="206" align="right" width="150" src="http://www.umaminews.com/wp-content/uploads/img_trebbiano.jpg" alt="" /> piacentino ed anche umbro prodotti che, pur con nomi diversi, sono ottenuti in maniera del tutto analoga. E&rsquo; l&igrave; che ha per&ograve; trovato terreno fertile per un suo radicamento, specie dal punto di vista culturale. Elemento che, unito a condizioni climatiche ideali e corrette tecniche di lavorazione, hanno nel tempo contribuito alla nascita di un connubio assolutamente unico, per certi versi irripetibile al di fuori dei confini regionali.</p>
<p>La produzione richiede passione ed attenzione, rispetto della natura e dei suoi ritmi, capacit&agrave; d&rsquo;attesa. Tutti elementi che spesso mal si coniugano con le esigenze commerciali di molte aziende, rischiando la virata verso prodotti &ldquo;espressi&rdquo; e certo meno emozionanti dal punto di vista organolettico. Punto di partenza la corretta scelta delle uve, con esclusione anzitutto di tipologie troppo aromatiche.</p>
<p>Le variet&agrave; devono avere acini dalla buccia spessa, utile a sopportare senza eccessivi traumi le fasi di vinificazione, e piuttosto distanziati uno dall&rsquo;altro (in termini tecnici si parla di grappolo &quot;spargolo&quot;), per prevenire l&rsquo;insorgere di muffe e marciumi durante l&rsquo;appassimento. A tale scopo sono stati selezionati nel tempo il Trebbiano toscano, la Malvasia bianca lunga ed il pi&ugrave; raro San Colombano, ancora oggi imprescindibile base di questo vino. Nella tipologia Occhio di pernice, ottenuta da uve a bacca rossa e cos&igrave; chiamata per via del suo colore, &egrave; invece il Sangiovese a dover essere presente per almeno il 50%.</p>
<p><img height="191" align="left" width="250" src="http://www.umaminews.com/wp-content/uploads/Grappoli sulle penzane.jpg" alt="" />Alla vendemmia fa seguito la delicata fase dell&rsquo;appassimento, che a prescindere dal ricorso ai tradizionali graticci in canna, i cannicci, o ad appositi sostegni verticali a cui vengono appesi i grappoli, le penzane, deve avvenire in ambienti &ndash; le classiche vinsantaie &#8211; capaci di garantire al tempo stesso sufficiente areazione e buona escursione termica fra giorno e notte, in maniera lenta e naturale, evitando qualunque tipo di forzatura. E&rsquo; attraverso questa pratica che negli acini avviene la progressiva perdita di acqua, che porta all&rsquo;aumento del tasso zuccherino ed alla concentrazione delle sostanze aromatiche. Il processo si protrae per circa tre-quattro mesi, a cui fa seguito una pressatura delicata delle uve. Il mosto cos&igrave; ottenuto &egrave; avviato a fermentazione direttamente all&rsquo;interno dei tradizionali caratelli, piccoli contenitori in legno dalla capienza di 70-100 litri in cui il liquido rimane a contatto con la madre, ossia i lieviti ereditati dalle precedenti vinificazioni.</p>
<p><img height="167" align="right" width="250" src="http://www.umaminews.com/wp-content/uploads/caratelli.jpg" alt="" />E&rsquo; da questo momento che la natura torna ad essere protagonista assoluta, perch&eacute; qui il vino &egrave; lasciato riposare per un lungo periodo, durante il quale acquista quelle sfumature e complessit&agrave; aromatiche che lo rendono unico. Dai cinque ai sette anni sarebbe la durata ideale, spesso accorciata per esigenze di tipo economiche (gli stessi Disciplinari che regolano le produzioni a denominazione di origine, come il Vin Santo del Chianti tanto per citarne una, prevedono in genere un minimo di tre anni). Una metodologia lavorativa piuttosto semplice e sostanzialmente invariata nei secoli, che rende ancora pi&ugrave; suggestivo l&rsquo;incontro con questo vino.</p>
<p>Qualche curiosit&agrave; legata infine all&rsquo;appellativo di &ldquo;santo&rdquo;, secondo alcuni ricollegabile all&rsquo;uso che ne veniva fatto durante le celebrazioni ecclesiastiche (elemento che ne diffuse anche la nomea di &ldquo;vino dei preti&rdquo;). Altri fanno derivare il nome dal momento di vinificazione vera e propria, che in alcune zone coincide con la festa novembrina di Ognissanti, mentre c&rsquo;&egrave; chi invece rimanda alla Settimana Santa di marzo, periodo dell&rsquo;anno in cui ha spesso termine l&rsquo;appassimento dei grappoli.</p>
<p>A tavola pu&ograve; costituire un compagno capace di stupire dall&rsquo;aperitivo, nella sua versione pi&ugrave; secca e magari in accompagnamento ai classici crostini di fegato, al dessert, nelle sue vesti pi&ugrave; cremose e profumate al fianco di formaggi stagionati o prodotti di biscotteria.</p>
<p style="text-align: justify;">Marco Ghelfi<br />
&nbsp;</p>
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